Aspettando la partenza
Quattro giorni di lavoro, quattro semplici giorni di lavoro, 32 ore di lavoro mi separano dalla partenza. Sai, quelle cose che non c'è tanto da far valigie perchè ti basta uno zaino, un sacco a pelo, vestiti brutti, scarpe da montagne un buon maglione pesante. Una di quelle vacanze che anche se nevica e l'acqua è ghiacciata e non arriva in casa, il fuoco del camino e il cerchio dei tuoi amici sono le sole cose che ti bastano a rende calda l'atmosfera.
Credo che a volte abbiamo bisogno di fermare il ritmo dei nostri passi, quell'irrefrenabile motore che nei giorni quotidiani, quelli normali insomma, ci porta a fare una cosa dietro l'altra, correre e scendere da treni, metro, macchine, uscire e ed entrare da casa, dall'università, dall'ufficio... fuori e dentro, un po' di qui, poi di la, poi ancora di qui, poi di là...Giornate e giornate di corsa.
Poi arrivano i momenti come questo, li aspetti da un sacco perchè ne conosci il valore. E l'attesa fa di questi giorni un'esperienza unica. Sono quelli in cui fermi tutto e il ritmo si rallenta. Ora puoi finalmente goderti il tempo, e con esso i tuoi amici. Per questo non c'è fretta: la montagna ci conduce nel suo ritmo naturale... e noi così, sospesi a guardare.
