Posterous theme by Cory Watilo

Aspettando la partenza

Quattro giorni di lavoro, quattro semplici giorni di lavoro, 32 ore di lavoro mi separano dalla partenza. Sai, quelle cose che non c'è tanto da far valigie perchè ti basta uno zaino, un sacco a pelo, vestiti brutti, scarpe da montagne un buon maglione pesante. Una di quelle vacanze che anche se nevica e l'acqua è ghiacciata e non arriva in casa, il fuoco del camino e il cerchio dei tuoi amici sono le sole cose che ti bastano a rende calda l'atmosfera.

Credo che a volte abbiamo bisogno di fermare il ritmo dei nostri passi, quell'irrefrenabile motore che nei giorni quotidiani, quelli normali insomma, ci porta a fare una cosa dietro l'altra, correre e scendere da treni, metro, macchine, uscire e ed entrare da casa, dall'università, dall'ufficio... fuori e dentro, un po' di qui, poi di la, poi ancora di qui, poi di là...Giornate e giornate di corsa.

Poi arrivano i momenti come questo, li aspetti da un sacco perchè ne conosci il valore. E l'attesa fa di questi giorni un'esperienza unica. Sono quelli in cui fermi tutto e il ritmo si rallenta. Ora puoi finalmente goderti il tempo, e con esso i tuoi amici. Per questo non c'è fretta: la montagna ci conduce nel suo ritmo naturale... e noi così, sospesi a guardare.

Quadri da un'esposizione

Nel 1874 fu allestita a Mosca una mostra dedicata ai lavori del pittore e architetto russo Victor Alexandrovich Hartmann, morto improvvisamente l'anno precedente a soli 39 anni. Hartmann era molto legato a Musorgskij da un profondo sentimento di amicizia, poiché entrambi appartenevano a quel gruppo di intellettuali russi che aspiravano ad un'arte legata alle radici culturali della loro terra, al suo folklore e alle sue tradizioni...
Durante la visita alla mostra, Musorgskij rimase affascinato dalla forza che i quadri promanavano, e decise di provare ad esprimere in musica le sensazioni che aveva provato, componendo una suite per pianoforte che intitolò Quadri di un'esposizione.

Ho aperto questo spazio on-line qualche anno fa e poi non ho saputo più cosa farmene. E' divenuto un relitto abbandonato, uno spazio morto, irrinunciabilmente fermo, dimenticato e sperduto nei meandri delle informazioni che giorno dopo giorno si accavallano e rincorrono nella rete.

A distanza di tempo mi metto a cercarlo, un po' con nostalgia, un po' con la voglia non tanto di farlo diventare uno spazio grandioso, ma quanto un luogo dove potre annotare le impressioni più leggere e quotidiane, a volte quelle improvvise e inaspettate. Un luogo ai confini tra pubblico e privato, quasi un taccuino ormai non più così tanto personale. Esibizionismo? Non credo.

Semplicemente la voglia di condividere pensieri. E immagini.

Bertoglio01f

E' come aprire una porta, senza sapere cosa in realtà ci potrà essere o potrà accadere dall'altra parte della stanza. E così eccola qui, la grande porta di Kiev che ha ispirato prima Hartmann e poi contagiato Musorgskij nella sua esaltante composizione musicale. Ho fatto il percorso al contrario: la musica mi ha colpito così tanto che poi ho ricercato il dipinto. Risultato? Delusione totale.

Qui sta il bello, nel modo in cui io, te e le altre persone vediamo e percepiamo le cose che ci circondano... Nulla si ripete, nulla è mai uguale. "Diversamente abili".

E questo spazio non vuole pretendere di essere più che una piccola finestra aperta sul mondo, proprio come un quadro di una esposizione.